I brani, composizioni originali di Mariano Di Nunzio, sono organizzati in tre suite che intrecciano la tradizione musicale napoletana — popolare e colta — con le forme del jazz moderno. I tamburi di una tammurriata diventano batteria, il tempo di una gagliarda o di una polka si scioglie in swing o in funk, e alcune citazioni melodiche partenopee si dissolvono in un linguaggio jazz contemporaneo.
La formazione in trio — tromba, contrabbasso e batteria — lascia essenziale ogni arrangiamento, rendendo trasparenti le intenzioni dell'autore: raccontare in chiave jazz un incontro di culture diverse.