Battista Lena racconta di essere arrivato all'Orchestra a Plettro Senese quasi per caso — una formazione amatoriale, erede un po' snob delle bande di paese, che gli ha permesso di lavorare per una volta con quaranta musicisti invece che in solitudine. Non cerca l'esecuzione perfetta: preferisce la musica che prende forma lentamente, prova dopo prova, dove la piccola imprecisione diventa parte del risultato.
Per lui la tradizione, popolare e colta, è una forza importante ma anche un rischio — se ci si volta indietro troppo spesso, può diventare paralizzante. La ricetta di Mille Corde è dunque un equilibrio tra caso, imperfezione, rispetto della tradizione e libertà del jazz.
Battista Lena